AICA Barge

Associazione Imprenditori Commercianti Artigiani – Barge

header_QR_brd

Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista

flags_of_France
Parlez-vous français? Cliquez ici pour la traduction

Il contesto storico architettonico da cui prende avvio l’attuale Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista (1730-1740), è quello medioevale (la prima memoria che si ha dell’allora pieve, secondo l’Alessi nelle sue  Vicende civili e religiose di Barge, è del 1186), come testimonia la torre campanaria.

Nel corso dei secoli, in particolare nel ‘500, trasformazioni profonde, sin anche alla ricostruzione, interessarono quell’ambito edificato fino alla situazione attuale, opera di Francesco Gallo (1672-1750), architetto e ingegnere militare monregalese particolarmente attivo nel Piemonte meridionale dove progettò chiese ed ospedali.

Il Gallo, ottimo tecnico ancorché creatore di forme, soprattutto nella parte interna della chiesa, interpreta la figura dell’architetto in modo ampio.

È urbanista quando progetta la facciata come una quinta che qualifica il fatto urbano, stabilendo un rapporto dialogico con l’antistante, omonima, piazza San Giovanni: impostata in modo rigoroso, seppur barocca, e fortemente caratterizzata dall’uso del mattone, inquadra i due ordini sovrapposti in un’unica superficie rafforzata da lesene che la ritmano nel suo percorso orizzontale e da cornici che ne moderano l’altezza, conclusa da un timpano di origini classiche. È così che ottiene un tracciato plastico, quasi grafico, rialzato da un debole chiaroscuro in cui la materia prima del laterizio partecipa attivamente. Unico vezzo la nicchia che accoglie la statua di San Giovanni risalente, quest’ultima, agli inizi del ‘900. È ingegnere che si vale della scienza meccanica per realizzare la grande volta ellittica ribassata che si ammira all’interno. È decoratore, sobrio e rigoroso, che si preoccupa meno della bellezza dei singoli elementi quanto piuttosto del tono elevato dell’insieme architettonico come valore aggiunto nei confronti degli spazi e dei volumi con cui si relaziona.

L’interno aderisce al tipo della controriforma: organizzato secondo uno schema longitudinale, anche in ragione di un’altezza considerevole, appare come un organismo centrale, compresso ai lati sino a trasformarsi in prospettiva di profondità che rallenta la sua corsa nella curvatura absidale sino all’incontro con la grande tela in cui è rappresentato il “Battesimo di Cristo” di autore ignoto (tardo ‘700). Ne risulta una vasta aula rettangolare con sei cappelle laterali, regolate da alte paraste sia nei termini della superficie che della profondità. Queste  agganciano i vuoti laterali al vano centrale suggerendo una corposa spinta verso l’alto che, nella parte centrale, sfonda fino a raggiungere la cupola ellittica, sostenuta da profondi pennacchi all’interno dei quali sono raffigurati i quattro evangelisti. Qui la figura di Dio in movimento, nell’alto dei cieli, sintesi infinita di moto e spazio, diventa autentico punto d’arrivo di quel prolungamento prospettico. Allegoria del popolo di Dio in cammino verso la salvezza. Retorica e immaginazione barocca.

Acusticamente perfetta,accoglie nella controfacciata un organo che, mi conferma Paolo Cavallo, storico pinerolese, amico della musica, “molto probabilmente, fu installato attorno al 1740-44 da un autore ignoto. Fra il 1778 e il 1779 venne interessato da un intervento (documentato) affidato a Giovanni Battista Concone, organaro di S.M. il Re di Sardegna. Nel 1852, si procedette al rifacimento con canne en chamade, ovvero rivolte verso il popolo dei fedeli, alla maniera lusitana e iberica, da Giuseppe Collino di Pinerolo. Attualmente, è in restauro presso la bottega organara dei fratelli Marzi”.

Dario Lorenzati

cornicemonumenti

sangiovanni1sangiovanni2sangiovanni3sangiovanni4sangiovanni5sangiovanni6sangiovanni7sangiovanni8sangiovanni9sangiovanni10sangiovanni11sangiovanni12sangiovanni13sangiovanni14sangiovanni15sangiovanni16sangiovanni17sangiovanni18

foto: Filiberto Comba – www.filibertocomba.com