AICA Barge

Associazione Imprenditori Commercianti Artigiani – Barge

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San Rocco

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Fuori Porta di Francia, già Porta Poata, oltrepassato il ponticello che esisteva sul rigagnolo che scorreva attorno alle mura e si gettava nel Chiappera, sorse, molto probabilmente fin dal XV secolo, una piccola cappella dedicata al Santo d’origine francese Rocco (in dialetto locale, San Roc).

Egli era raffigurato nelle vesti di un pellegrino romeo (con le chiavi di San Pietro sul cappello, sostituite o affiancate, a volte, anche dalla conchiglia di Compostela, quando il pittore lo confondeva con San Giacomo Maggiore). L’immagine lo mostrava sempre accompagnato da un cane con una pagnotta in bocca. Spesso, il culto era associato a quello del martire San Sebastiano, raffigurato legato ad un palo e trafitto di dardi. Ciò accadde pure nel caso bargese. Trattandosi di un protettore contro le pestilenze si può pensare che sia vera la tradizione popolare bargese, stando alla quale, l’erezione di questa chiesa sarebbe stata da imputarsi ad un voto contratto dalla Comunità proprio durante l’infierire di un temibile morbo. Tradizione è confermata da un atto del 1797, con cui si nominò a Cappellano di San Rocco del Maestro di Grammatica inferiore in questo Colleggio Don Aschieri (…) coll’obligo al medemo delle Celebrazione delle solite quattro messe ebdomadari applicabili giusta l’intenzione di questo Publico, ed in seguito a voto antico del medemo per la preservazione del presente Luogo dalla Pesta e Contaggio(…).

L’edificio originario doveva avere dimensioni assai modeste e nulla ne resta attualmente, se non la parete contro la quale è appoggiato l’altare, che mostra segni indiscutibili di affreschi del XV secolo, ancora tutti da scoprire. Nel 1623, la chiesa antica fu interdetta, a seguito della visita apostolica di monsignor Miliet, vescovo di Torino.

L’edificio attuale risale al XVIII secolo ed è in stile barocco, ma assai semplice. Non se ne conservano raffigurazioni pittoriche precedenti le fotografie scattate nella seconda metà dell’Ottocento. L’interno è a navata unica, con volte. Notevole è la pala d’altare, dipinta nei primi decenni del XVIII secolo, che ci offre, in basso, una veduta della vecchia chiesa di San Giovanni Battista, che dimostra trattarsi chiaramente di un dipinto votivo, fatto eseguire dalla Comunità. La Città di Barge vi è raffigurata come protetta dall’Assunta, per intercessione dei Santi Rocco e Sebastiano. Una iconografia che rafforza ancor di più la tradizione precitata e fa pensare ad una nuova prova subita dalla comunità civile locale. Probabilmente si tratta della peste del 1630 e delle guerre di tutto quel secolo. Dietro la navata si trova la sacrestia, nella quale si conserva una tela d’epoca, che riproduce maldestramente un famoso dipinto sacro.

Il campaniletto barocco è assai piccolo, ma grazioso. La decorazione delle volte venne eseguita nel 1823, da un mediocre artista itinerante bolognese, che si firmò Aloisio Giovan Martino Spoglianti. La facciata fu restaurata negli ultimi anni dell’800, a seguito di una elargizione del canonico Domenico Pettinotti. Un nuovo restauro è stato condotto a termine una decina di anni or sono ed ha riportato alla bellezza originaria le due statue settecentesche di buona fattura, che la impreziosiscono.

Giorgio Di Francesco

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foto: Filiberto Comba - www.filibertocomba.com